IL MONDO NUOVO. TOMMASO STIGLIANI. 1617.



Canto I

 

Io, ch´in mia prima età cantai d´Amore

Non osando cantar più grave pondo

Voglio, (fatto di mè quasi maggiore),

Cantar del trovator del Novo Mondo.

Per quai strade il cercò, con che valore

Il vise, e come il tolse al rito inmondo.

Historia memorabile fra quante

N´habbia l´humana gente udite avante.

 

Canto II

 

Non però sí a la guerra haurò la brama,

Ch´amoroso il mio dir non sia talhora,

Che dove si guerreggia, iv´ancor s´ama,

Dove son l´arme, iui gli amori ancora.

E non senza cagion l´antica fama

Scritto in carta lasciò chiare fin´hora

Ch´Apollo, ch´era Dio sí bell´arte

Venere già mostrasse unita a Marte.


Canto III


Questo novello Mondo è l’altro volto

Della Terra, ch’a noi stà sotto, e in lui

Di quei famosi Antipodi l’incolto

Popolo vive, e v’ha gli alberghi sui,

Che tengon contra il nostro il piè rivolto,

Ed an dì quando notte abbiamo nui:

I quai già un tempo favola stimati,

Son poi stati alla fin veri trovati.





(*) Tesis 

Auctor

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